23 Settimana di Gravidanza al Sesto Mese

Ventitreesima settimana di gravidanzaNegli ultimi mesi di gestazione e, in particolare, a partire dalla ventitreesima settimana di gravidanza, i disturbi a carico dell’apparato digerente e riguardanti la digestione possono accentuarsi. La donna può soffrire, soprattutto, di problemi di digestione e di bruciori di stomaco.

Questi disturbi sono dovuti al fatto che, con l’aumento di volume dell’utero, lo spazio nell’addome si sia ridotto notevolmente e che gli organi, quali fegato, stomaco ed intestino, risultino essere schiacciati contro il diaframma.

Un metodo per evitare il reflusso è quello di assumere delle posture che evitino alla parte superiore dell’utero di premere direttamente sullo stomaco.
Ogni donna essendo diversa dall’altra può presentare diversi disturbi. Alcune donne lamentano problemi nella digestione del pane e dei vari prodotti contenenti lievito, altre hanno disturbi legati al fatto di bere durante i pasti, preferendo, quindi, mangiare cibi asciutti e così via.

Non esiste uno schema alimentare valido per tutte le donne. Ogni gestante dovrà sperimentare e trovare il modello di alimentazione, contenente tutti quei cibi e quelle bevande, che meglio si adattano al suo organismo e ai cambiamenti che stanno venendo al suo interno.

A partire dalla ventitreesima settimana di gestazione, la futura mamma può informarsi, presso il proprio ginecologo di fiducia, dei vari farmaci, che possono essere utilizzati durante il parto per alleviare i dolori, tipici del travaglio.

I medicinali che hanno un’azione antidolorifica sono moltissimi. Si distinguono in farmaci analgesici e anestetici. Tra gli analgesici più utilizzati, durante il parto, vi sono i narcotici, come, ad esempio, la petidina. Di solito, si iniettano per via endovenosa e il loro effetto inizia circa 15 minuti dopo l’iniezione e dura per 2-4 ore.

L’anestesia epidurale, molto diffusa, viene iniettata tra il midollo spinale e la dura madre. Il suo effetto inizia a sentirsi dopo una mezz’ora dall’iniezione. L’anestesia epidurale toglie la sensibilità dalla vita della donna fino alla punta dei piedi e la sua funzione principale è quella di eliminare il dolore sia durante la fase dilatante che durante la fase espulsiva del parto.

Solitamente, l’epidurale non viene praticata se la donna ha perso sangue dalla placenta, se la pressione della gestante è bassa, se assume anticoagulanti e se presenta infezioni cutanee, nel punto in cui l’ago dovrebbe essere introdotto.

Per quanto sia un’anestesia locale, l’anestesia epidurale deve essere iniettata da uno specialista in anestesia e in condizioni di assoluta sterilità, per evitare possibili infezioni da parte dei batteri.

Titolo articolo: Feto a 23 Settimane

Perché non condividi queste Info?

3 ragazze hanno risposto

  1. Stavo cercando delle informazioni sull’anestesia epidurale e sono capitata in questo interessante articolo sulla 23a settimana di gravidanza. Sono terrorizzata all’idea dei dolori del parto e vorrei fare l’epidurale. So che prima di fare l’epidurale l’ospedale prevede un colloquio con l’anestesista, ma vorrei anche l’opinione di altre mamme che hanno optato per questa scelta.

  2. Ciao Giorgia, al mio primo parto ho fatto l’epidurale. Se tornassi indietro credo proprio che la rifarei. Anche io come te ero terrorizzata dai dolori del travaglio.

  3. Io per il primo parto, stupidamente, pur potendola fare nn l’ho fatta, stavolta, se possibile, nn farò lo stesso errore!!!

Qual è la tua opinione?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *